PROGRAMMA:
Alla riscoperta della pietra nera

1° Giorno:

Una volta tanto si parte da Genova, percorrendo un tratto di corso Europa in direzione del centro città, svoltando in via Timavo, e salendo in una zona dall'aspetto ancora agreste, fra vecchie cascine riadattate, olivi e orti si arriva al santuario di Apparizione

Visita all'omonimo Santuario, dal quale si gode di un'imprendibile vista del golfo e della città di Genova.

La provinciale sale a tornanti verso il monte Fasce, che offre dall'alto dei suoi 834 metri di quota uno dei più ampi e splendidi panorami su Genova, il monte di Portofino, la Riviera di Ponente fino alle Alpi Marittime e, col favor di tramontana, la Corsica, l'Elba e le Apuane. Una corsa nel nulla, in un paesaggio quasi scozzese, fra distese erbose e greggi di pecore, tanto più suggestivo per la sua estrema vicinanza al traffico della grande città.
Scesi al colle Caprile (km 26,8) a 470 metri di quota, si entra nella val Fontanabuona, percorsa dal fiume che Dante definisce "fiumana bella" cioè il torrente Lavagna, che non scende verso il mare come un fiume qualsiasi ma corre accanto ad una catena di colline, separando la lunga valle dalla riviera più elegante della Liguria.
Il binomio Fontanabuona-ardesia è inscindibile, perché la vera ardesia, la "ciappa", si trova soltanto qui, ed è quella che si può sfaldare perfettamente, fino a spessori incredibili di pochi millimetri, usando solamente la "scalpella", il mazzuolo e la sensibilità insostituibile dello "spacchino". Oggi l'ardesia rappresenta una realtà fondamentale per l'economia della Fontanabuona, con una produzione che va dal settore dell'edilizia a quello delle lastre per biliardi; e, accanto a questi, due settori emergenti: l'ardesia per l'arredamento e l'ardesia per l'oggettistica, con una gamma variegata e multiforme di prodotti.

Pranzo al sacco

1 TAPPA : Visita alla cava - museo di Isolona di Orero -

Cava in sotterraneo con annesso laboratorio, attiva tra il 1870 e il 1960. Facilmente accessibile e suggestivamente illuminata per mettere in risalto le particolarità geologiche e i segni lasciati dal secolare lavoro dell'uomo, è costituita da ampi spazi scavati a colpi di piccone per estrarre l'ardesia. Nel capannone ( il "baracùn"), per ora parzialmente destinato a "laboratorio d'arte", si trovano i vecchi macchinari per la rifinitura delle lastre.

2 TAPPA : Visita al Centro espositivo del Chiapparino

Antico opificio per la lavorazione dell'ardesia, con teleferica impiantata nel 1876 e ciminiera datata 1900. Sottoposto ad attenti restauri, costituisce un ottimo esempio di archeologia industriale e di recupero di siti dismessi. Vi trovano posto lo show - room dell'ardesia (arredo - casa, oggettistica, souvenirs), le sale espositive (con mostre a cadenza mensile), una sala - convegni, gli uffici prenotazione e accoglienza visitatori dell'Ecomuseo, il bar ed un punto di ristoro.

3 TAPPA : Visita al museo dell'ardesia di Cicagna

Offre una panoramica sul mondo dell'ardesia. Vi ricostruiti, con attrezzi e immagini, un laboratorio ed un ambiente di cava. Vi sono esposti materiali in ardesia e particolari attrezzature, tra cui un teodolite di fine '800 per i rilievi delle cave. È situato nel palazzetto comunale poliuso di Cicagna, in viale Italia.

4 TAPPA : Visita al museo storico - archeologico della Fontanabuona (o "mostra permanente "fontanabuona", archeologia e storia")

Realizzato dalla Soprintendenza e dall'Istituto di Studi Liguri con intenti didattici ma con rigorosa impostazione scientifica, offre una panoramica storica della Fontanabuona dalla Preistoria al Medioevo. Vi sono esposti materiali provenienti da recenti scavi nell'entroterra del Tigullio. A pochi passi si può ammirare la bella torre campanaria stupendo esempio di arte romanica dell'XI secolo. Il museo è situato nel palazzo comunale di Cicagna, in Viale Italia

Cena e Pernottamento in tipica locanda della zona

2° Giorno:

Proseguiamo l'itinerario lungo la SS 225 verso Terrarossa Colombo (km 36,9) dove ebbe origine la famiglia dello scopritore dell'America. Una scultura moderna molto suggestiva, opera di Antonio Leveroni del 1982, ricorda il navigatore a chi passa sulla statale. Da qui parte l'Itinerario Storico Colombiano. Superata Ferrada di Moconesi si entra in Cicagna (km 40,1), che ebbe il suo momento di gloria patria nel 1797, partecipando alla rivolta detta dei "Viva Maria" contro la neonata Repubblica Democratica Ligure, filofrancese e rivoluzionaria. La chiesa detta della Madonna dei Miracoli è dal '700 il fulcro spirituale della Fontanabuona tutta e dei numerosi fontanini emigrati in America. Cicagna ed altri paesi della valle erano famosi per l'ottimo pane che veniva prodotto con grano padano e venduto nella piazza del Mercato, verso Monleone (km 41,6). La strada che conduceva a Recco era detta "strada panattiera". La valle è molto abitata ed edificata: l'esteso comune di San Colombano Certenoli ricorda nel nome il santo eremita irlandese che nel VI secolo scese in Europa a fondare monasteri, celebre quello di Bobbio in val Trebbia. Proseguendo l'itinerario fra orti, frutteti e oliveti si arriva nel mitico borgo di S.Salvatore dei Fieschi uno dei capolavori più importanti dell’architettura romanico-gotica ligure del 1200.

1 TAPPA : Visita alla Basilica dei Fieschi

Lasciato il mezzo sul piazzale, ci incamminiamo verso la piazzetta della basilica, attraversata da una strada romana, nella quale si fronteggiano, da un lato la facciata della Basilica, a fasce bianche e nere con incorporato un raffinato rosone; dall’altro il palazzo dei Fieschi (circa 1252) che conserva l'architettura originaria, ed una chiesa settecentesca. Tale complesso fu costruito nei 1244 in stile romanico-gotico per volere di Sinibaldo Fieschi, futuro Papa Innocenzo IV e lo portò a termine il nipote Ottobono Fieschi, Papa Adriano V. I Fieschi (992-1547), discendono secondo alcuni dai Longobardi, secondo altri sono di origine ligure. Per secoli, la famiglia Fieschi fu una delle più nobili ed illustri d’Italia e non solo della Riviera di Levante, fino a che la fallita congiura contro i Doria, ordita nel 1547 da Gianluigi Fieschi, provocò la loro rovina. I fasti antichi della casata sono testimoniati, ancor oggi , dagli edifici suddetti sopravvissuti all'insediamento medievale originario, costruiti in marmo di Carrara e lastre di ardesia proveniente della vicine cave di San Giacomo. Si evidenzia però il pessimo stato di manutenzione del palazzo comitale gotico, e per fortuna l’ottimo stato della Basilica dei Fieschi. Quello che colpisce, fermandosi nella piazzetta ad osservare il complesso, è l’armonia delle forme della Basilica, sia per quanto riguarda la facciata, sia per il campanile a torre quadrata con le sue eleganti quadrifore su due piani.

2 TAPPA : Visita ai sentieri del Sangiacomo

Dalla basilica di San Salvatore dei Fieschi si dipartono due sentieri diretti al monte Sangiacomo, luogo della più antica estrazione dell'ardesia. Percorrendoli si coglie la continua presenza della "pietra di Lavagna" nei rustici edifici contadini e nella dolce geometria delle "fasce" ulivate. Su di essi passavano, scalze, le "portatrici" con con le pesanti lastre tenute in equilibrio sul capo.
L'ente Fontanabuona e Sviluppo può mettere a disposizione, a richiesta, guide naturalistiche.

Pranzo al sacco

3 TAPPA : Visita delle "cave storiche" di Monte Tuggio

È un percorso che consente di accedere facilmente ad uno dei due gruppi di "cave storiche" del Monte Tuggio, dove si può "toccare con mano" la fatica dei cavatori dei secoli scorsi, materializzata nelle tracce degli infiniti colpi di piccone impressi sulle pareti di cunicoli stretti come tane. Si può percorrere l'itinerario partendo da Triborga (sede comunale) oppure da Cassanesi, seguendo un facile sentiero segnato. L'itinerario fa parte dell'Ecomuseo dell'Ardesia.
L'ente Fontanabuona e Sviluppo può mettere a disposizione, a richiesta, guide naturalistiche.


Per stabilire una prenotazione o semplicemente per ottenere qualsiasi informazione scrivi a:

info@accoglienzaturistica.it

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